L’onestà intellettuale nel vestirsi

Ognuno di noi, nella sua vita professionale o familiare, si trova strizzato all’interno di un dilemma amletico. Uno che di certo colpisce tutti, ad un certo momento della vita, è quello di dire la verità o tacere per amore di pace? Essere onesti oppure infrangere i sentimenti della persona che si ha davanti con una scomoda verità. E nessuna verità è scomoda come la frase questa cosa non ti sta affatto bene.

Tante, troppe persone, sono totalmente lontane da quello che non è sufficiente definire come attenzione per la moda, ma molto più semplicemente, buon gusto ed autocritica. In questo non c’è alcuna differenza fra uomini e donne, entrambi commettono errori madornali che con un nonnulla declassano un outfit da interessante a ridicolo.

La taglia giusta sulla persona giusta

Il primo problema è che spesso le persone hanno un’idea di sé e che questa idea inizia proprio con la taglia. La taglia è una convenzione, che serve per orientare verso un capo piuttosto che un altro, ma che non ha il valore di un comandamento sulle tavole di Mosè!

Quindi non c’è alcun bisogno di accanirsi ed ostinarsi nei confronti di una taglia M, perché quello che riporta l’etichetta di una maglia o di un vestito non ha alcuna relazione diretta con quello che avete mangiato negli ultimi giorni o con quanto riportato dalla bilancia. L’unica differenza fra il cedere ad una taglia più grande oppure no sta nel come quel capo vi cadrà addosso, su come evidenzierà le vostre rotondità, più o meno presenti, e a come scoprirà i vostri fianchi.

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Non tutti i tessuti sono rivolti allo stesso pubblico. Penso ad un jersey aderente, o agli abiti in lana. Io sono assolutamente d’accordo con il fatto che non esista un solo modello di bellezza o un solo stereotipo di corpo, ma curve diverse richiedono tessuti e modelli diversi per esaltarle.

Spesso chi ha apprezzato su altre persone, su altre donne magari molto diverse da loro, un capo di abbigliamento, in un abbinamento che funzionava molto bene, tenta di replicarlo. Quello che funziona però su qualcun altro non necessariamente va bene anche su sé stessi. Il discrimine maggiore sono taglia ed altezza, ma non bisogna poi nemmeno sottovalutare quelli che sono i propri colori ed il portamento.

La cosa migliore è quindi di captare idee e spunti da altri outfit o da riviste, ma cercare di rielaborarli per sé stessi coerentemente con quello che è il proprio stile e le proprie forme. Ed arrendersi serenamente all’idea che un vestito di lana cada bene solo ad una donna su venti, ed in genere quella donna ha meno di trent’anni!

Non sottovalutare mai l’effetto degli accessori

Non si smette mai di imparare come fare un abbinamento o come far risaltare meglio un nostro particolare o una nostra caratteristica positiva, ma purtroppo la maggior parte di noi tende ad essere abitudinario. È normale, le nostre giornate sono fatte di mattine concitate in cui infilarsi tre cose e poi gettarsi nella mischia dei lavoratori in automobile o sui mezzi è l’unico scopo con cui ci si alza dal letto.

Pertanto è piuttosto facile che un capo o un accessorio che si è comprato al di fuori di quello che è il trend generale del nostro armadio, finisca poi per essere abbinato a qualcosa per cui non era stato originariamente pensato.

Questo caso è più frequente nell’uomo che, oltretutto, è molto più abitudinario della donna nel vestire. L’esempio che mi viene in mente è quello dell’uomo che acquista un pantalone, più slim di quello cui è abituato, e che a negozio ci abbini un mocassino.

Ebbene, io immagino che sia così che vengono fuori quegli orrori che ancora si vedono in giro, come il mocassino indossato con il calzino (cosa che non dico sia proibita, ma non la ritengo accessibile a tutti) o peggio ancora, il mocassino abbinato con un pantalone dalla gamba troppo larga. Il mocassino, si sa, ha molte regole a seconda dei modelli e delle stagioni, ma di certo vuole un pantalone che al fondo della gamba non superi i diciassette centimetri e che si fermi sopra il malleolo. Per ogni altro pantalone il mocassino non è la scelta adatta. Mai.

I casi possono essere ovviamente ancora di più, ma alla fine, quello che penso, è che si debba essere sempre onesti, non solo nel dire ad un amico o ad una moglie il nostro spassionato parere, ma soprattutto, onesti con sé stessi!

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