Il bullismo: la piaga sociale passa anche dalla moda!

Posso affermare che sia una delle piaghe più profonde e dolorose della società! Ti logora, indebolisce, fino a sottometterti e a farti sentire una nullità.

Si annida maggiormente negli ambienti scolastici, luoghi che dovrebbero formare, proteggere e fare da scudo. Sono sempre le personalità meno forti, i più deboli, a farne le spese, gli emarginati; quelli che per un difetto fisico, economico, caratteriale, vengono connotati dalla maggioranza come gli “sfigati”.

È proprio da questa filosofia di pensiero che una persona diverrà, per un periodo di tempo non stabilito, presa di mira e attaccata – verbalmente e/o fisicamente – fino allo sfinimento.

Chi riserva in sé un piccolo accenno di forza, riuscirà a riscattarsi, a trasformare tutte le ingiurie subite, in coraggio, ma chi non riuscirà a trovare un appiglio, si sentirà sempre più solo e sbagliato, trovando soluzione ai suoi problemi in maniera pressoché drammatica.

Nei film americani è il gruppetto di giocatori di football a prevaricare sul secchione di turno, con aggressioni verbali, umiliazioni pubbliche o violenze fisiche; ma purtroppo siamo consapevoli del fatto che il bullismo non sia un mero argomento cinematografico, bensì uno dei comportamenti sociali più in voga da sempre.

La moda in tutto questo potrebbe avere un ruolo importante; riconoscere i bulletti dall’abbigliamento, dal modo di vestire e dagli abiti che scelgono, potrebbe essere una svolta. Spesso, ovviamente, non è così semplice, anzi quasi mai lo è. Ricondurre una piaga sociale alla moda, sarebbe a dir poco riduttivo.

Possiamo affermare che la maggior parte dei bulli non veste in maniera elegante e spesso sfoggia abiti firmati, motivo per il quale si accanisce, in tenera età, con chi non ha la possibilità economica di acquistare vestiti all’ultimo grido. Altri gruppi potrebbero prediligere capi d’abbigliamento simili, se non uguali, proprio come mezzo per identificarsi dal resto degli altri ragazzi. L’abito non fa il monaco e non sempre un paio di jeans strappati o dal cavallo basso, un chiodo o un accenno di borchie connotano una persona dalla quale tenersi bene alla larga.

Ai miei tempi erano un paio di scarpe, un giacchetto, il sopracciglio tagliato e gli orecchini i campanellini d’allarme, oggi lo sono le sigarette elettroniche, un taglio di capelli e il modo di comportarsi sboccato e fuori dalle righe. Non esiste un target entro cui far rientrare queste inutili persone, che fanno di un gruppo la loro forza e che presi singolarmente sono una nullità. Oggi tutti gli adolescenti vestono più o meno alla moda, prediligendo quasi sempre lo stesso stile e non sono di certo piercing, tatuaggi o i capelli colorati a destare sospetti.

Il bullismo, purtroppo, è sempre esistito e sempre esisterà; ci saranno sempre quelle persone pronte a puntarti il dito contro e ad etichettarti come un debole, un diverso, un fallito, ma è proprio in quel momento che bisogna credere in sé stessi, fregarsene di ciò che pensano gli altri, con i genitori, gli amici, le persone fidate e avere la forza di uscirne più forti di prima. I bulli sono essenzialmente persone fragili e problematiche che riversano tutto il loro malessere accanendosi sugli altri, adoperando la violenza come unica medicina per sentirsi meglio, ma non migliori!

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