IKEA e l'UNICEF in India
Scritto da Fiamma • Venerdì, 21 agosto 2009 • Commenti 2 • Categoria: Beneficienza
©UNICEF Italia - Annita Di Donato - India
Hanno formato piccoli gruppi; aperto micro conti in banca – seppur analfabete – per autofinanziarsi ed evitare di cadere nella trappola dell’indebitamento; imparato a mandare i figli a scuola per garantire loro un futuro migliore; acquisito le prime nozioni su cosa sia il diritto a una vita dignitosa e iniziato a combattere il lavoro minorile.
E questo anche grazie a un’azienda che, tra tante ha deciso di non alimentare il circolo vizioso di ignoranza-sfruttamento-indebitamento, ma di applicare l’etica della responsabilità e, in collaborazione con le grandi organizzazioni mondiali, ha riscritto le regole.
La storia di un viaggio sul campo Ikea-UNICEF che parla di come la responsabilità sociale porti sviluppo.
Con l’aiuto dell’Ikea, l’UNICEF ha avviato, nei villaggi in cui vengono prodotti i manufatti, circuiti di scuole informali per permettere, a tutti i bambini tra gli 8 e i 12 anni che non sono mai andati a scuola, di recuperare le basi del leggere, contare e scrivere e potersi così reinserire in un ciclo scolastico ufficiale.
Si tratta di scuole all’aperto, in cui vengono applicate gioiose modalità di insegnamento. Canzoni, filastrocche, giochi: tutto quello che può servire a far recuperare in un paio di anni le classi mancanti. A oggi più di 10.000 bambini sono rientrati nel sistema scolastico ufficiale.



